
Un brevetto applicato a un sistema di pareti divisorie non è un semplice elemento formale: tutela una soluzione tecnica definita, frutto di ricerca, sviluppo e progettazione industriale. Per Autmind, l’innovazione riguarda l’estetica dei profili, la scelta delle superfici vetrate e sopratutto il funzionamento complessivo del sistema per rispondere a esigenze progettuali concrete a 360 gradi.
In questa direzione si inserisce lo Screen System, registrato con brevetto europeo: una tenda scorrevole integrata nell’intercapedine del sistema Double, progettata per regolare privacy visiva e luminosità senza introdurre elementi esterni visibili. A questo si affiancano i brevetti Double the Screen System e Regolazione micrometrica, che contribuiscono a definire una piattaforma progettuale coerente, orientata alla precisione costruttiva e all’integrazione funzionale.
Ottenere un brevetto europeo presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) richiede che l’invenzione soddisfi tre requisiti precisi: novità rispetto allo stato della tecnica, attività inventiva; cioè non ovvietà per un tecnico del settore, e concreta applicabilità industriale. Tre condizioni che non si soddisfano con un semplice restyling estetico di un profilo in alluminio.
Per un produttore di sistemi di partizione come Autmind, progettare e brevettare una parete divisoria significa aver risolto un problema tecnico in modo originale: un sistema di ancoraggio che assorbe i movimenti strutturali dell’edificio, una geometria di guarnizione che migliora le prestazioni acustiche, un meccanismo di integrazione degli impianti che non richiede demolizioni. Sono questi i contenuti che l’EPO esamina, e sono questi i contenuti che, una volta tutelati, garantiscono al progettista di lavorare con una tecnologia sviluppata con metodo e non replicabile da chiunque.
Screen System è la soluzione più riconoscibile dell’innovazione Autmind: una tenda scorrevole alloggiata nell’intercapedine tra i due vetri del sistema Double, con rullo a scomparsa integrato nel binario superiore. Il risultato visivo è una parete che gestisce privacy e luminosità senza alcun elemento esterno: niente binari a vista, niente tende aggiunte in un secondo momento, niente compromessi estetici.
Il rullo è progettato per essere facilmente smontabile e sostituibile, un dettaglio che in un contesto di facility management fa una differenza concreta sulla gestione ordinaria degli spazi.
A questo si aggiungono due ulteriori brevetti correlati: Double the Screen System, che introduce un doppio schermo per una privacy visiva ancora più avanzata, e il sistema di Regolazione micrometrica, che consente una precisione di installazione difficilmente ottenibile con sistemi tradizionali. Tre titoli brevettuali che non coesistono per caso, ma che descrivono una progressione logica di sviluppo tecnico.
L’innovazione Autmind si articola su tre ambiti distinti, ciascuno oggetto di tutela brevettuale europea:
Questi tre ambiti non sono sviluppi paralleli e indipendenti: nascono dalla stessa logica costruttiva e condividono il medesimo linguaggio tecnico di profili, attacchi e modalità di montaggio. Per il progettista, questo significa lavorare con componenti che dialogano tra loro senza adattamenti forzati.
Uno degli aspetti più significativi dell’approccio Autmind è la coerenza tra sistemi apparentemente distanti. Il sistema 6030 — il profilo più compatto della gamma, con dimensioni 60 × 30/45 mm — è anch’esso frutto di un brevetto proprietario: da un unico binario derivano sei configurazioni diverse, dalla parete monovetro al doppio vetro, dal pannello cieco alle soluzioni miste. Questo significa che un layout articolato, con aree a diversa esigenza funzionale, può essere realizzato senza cambiare sistema e senza introdurre discontinuità visive o costruttive.
Lo Screen System, d’altra parte, si innesta sul sistema Double con la stessa logica: non è un accessorio aggiunto a posteriori, ma una componente progettata per integrarsi nella struttura della parete fin dalla fase di configurazione. Questa coerenza di piattaforma è ciò che distingue un sistema brevettato da una semplice collezione di prodotti: ogni elemento condivide la stessa matrice tecnologica, e il progettista può comporre spazi complessi sapendo che la compatibilità tra componenti è garantita a monte, non risolta caso per caso in cantiere.
Scegliere una parete divisoria brevettata è una scelta che ha implicazioni dirette sulla qualità del progetto e sulla gestione del cantiere. Per un architetto che deve giustificare le scelte di capitolato, questo si traduce in documentazione tecnica solida e in un interlocutore che conosce il proprio sistema in profondità. Per un facility manager, significa affidarsi a una tecnologia che ha superato un processo di validazione rigoroso. Per un general contractor, vuol dire lavorare con componenti che hanno tolleranze definite e comportamenti prevedibili in cantiere. L’innovazione pareti, in questo senso, non è un valore astratto: è la somma di scelte costruttive precise che rendono ogni progetto più affidabile, più coerente e più controllabile dall’ideazione alla posa in opera.
Tre brevetti europei, un sistema costruttivo coerente, una filosofia progettuale che non separa mai l’estetica dalla prestazione tecnica. Screen System, il sistema 6030 e le soluzioni di giunzione Autmind non sono innovazioni isolate: sono il risultato di un percorso di ricerca che ha trasformato ogni dettaglio costruttivo in una risposta precisa a un problema reale di progetto. Quando una parete divisoria nasce da questa profondità tecnica, il progettista non si trova più a mediare tra ciò che vorrebbe e ciò che il sistema consente — trova invece uno strumento che parla già il suo linguaggio.
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Autmind offre diverse soluzioni per suddividere gli spazi interni.