
Dividere un open space ufficio è una delle sfide progettuali più frequenti negli ambienti di lavoro contemporanei. La logica dell’open space ha portato con sé vantaggi reali – collaborazione, flusso di luce naturale, percezione di ampiezza – ma ha anche generato problemi concreti che molti facility manager e responsabili degli spazi conoscono bene: rumore diffuso, assenza di privacy, difficoltà di concentrazione, mancanza di aree dedicate alle riunioni.
Separare gli ambienti ufficio senza compromettere la luminosità e la qualità dello spazio richiede un approccio progettuale preciso, che sappia bilanciare esigenze funzionali diverse all’interno dello stesso layout. Non si tratta di costruire pareti, ma di configurare lo spazio con intelligenza: scegliendo le soluzioni giuste per ogni area, in base al livello di privacy acustica e visiva richiesto, senza rinunciare a quell’apertura che rende l’open space un ambiente vivo e dinamico.
Prima di introdurre qualsiasi elemento divisorio in un open space, la domanda più utile non è “cosa metto?” ma “cosa succede qui dentro?”. Ogni ambiente di lavoro ha una propria dinamica: team che si confrontano continuamente, figure che richiedono concentrazione profonda, funzioni che necessitano di riservatezza acustica o visiva. Ignorare queste differenze porta a soluzioni che non risolvono nulla, o peggio, che creano nuovi problemi.
Una mappatura funzionale dello spazio permette di identificare con precisione le aree da separare e il livello di separazione necessario. Non tutte le zone richiedono lo stesso trattamento: un’area operativa condivisa ha esigenze diverse rispetto a una sala riunioni, a uno spazio per le call o a una zona accoglienza clienti. Definire questi perimetri funzionali prima di scegliere qualsiasi soluzione è il passaggio che distingue un intervento progettuale da una sistemazione improvvisata.
È utile ragionare su tre livelli di separazione: visiva (basta non vedersi), acustica (serve non sentirsi) e fisica (serve un confine netto tra flussi di persone). Capire quale combinazione serve per ciascuna area guida direttamente la scelta del sistema più adatto — e impedisce di sovra-progettare dove non serve o di sotto-progettare dove invece la qualità dello spazio è decisiva.
Quando si parla di come dividere un open space ufficio preservando la luminosità, le pareti divisorie in vetro e alluminio rappresentano la risposta progettuale più efficace. La loro caratteristica principale è permettere alla luce naturale di attraversare l’ambiente anche dopo la suddivisione, mantenendo una continuità visiva che le pareti in muratura tradizionale non possono offrire.
I sistemi in alluminio e vetro disponibili oggi consentono configurazioni molto diverse tra loro, adattabili a esigenze specifiche. Il sistema Glass, ad esempio, è pensato per open space e ambienti operativi che richiedono flessibilità funzionale, con altezze fino a 320 cm e possibilità di integrare porte a battente o scorrevoli. Per ambienti dove la trasparenza e il profilo sottile sono prioritari, il sistema Slim offre un profilo ridotto a 40 × 25 mm, ideale quando il design minimale è parte integrante del concept dello spazio.
La scelta del tipo di vetro incide in modo significativo sul risultato finale: il vetro extra-chiaro massimizza la trasmissione luminosa, il vetro satinato o serigrafato introduce un livello di privacy visiva senza rinunciare alla diffusione della luce, mentre il vetro fumé o nero diventa un elemento di carattere estetico oltre che funzionale. Separare ambienti ufficio con questi sistemi significa lavorare su un continuum tra apertura e riservatezza, calibrabile con precisione in fase progettuale.
Il rumore è il problema più citato da chi lavora in open space: telefonate sovrapposte, conversazioni di gruppo, il sottofondo continuo di un ambiente condiviso. Dividere open space con attenzione alla componente acustica non significa necessariamente chiudere gli spazi, ma scegliere sistemi che abbattano la propagazione del suono senza trasformare l’ufficio in una serie di box separati.
Le pareti a doppio vetro sono la soluzione più efficace quando il comfort acustico è una priorità reale. Il sistema Double, con profilo 80 × 54 mm e intercapedine tra i due vetri, garantisce prestazioni di abbattimento acustico a partire da 42 dB, grazie all’utilizzo di vetri con spessori differenziati per ogni lato. Questo lo rende particolarmente adatto per sale riunioni, uffici direzionali e qualsiasi area dove la riservatezza delle conversazioni è un requisito, non un optional.
Un ulteriore livello di controllo acustico e visivo è offerto dallo Screen System, brevetto europeo che integra una tenda scorrevole nell’intercapedine tra i due vetri, con rullo a scomparsa nel binario superiore. Quando la riunione richiede riservatezza visiva, lo schermo si attiva; quando non serve, scompare completamente senza elementi esterni visibili. È una soluzione che risponde a esigenze reali di privacy senza compromettere l’eleganza formale dell’ambiente.
Non sempre separare gli ambienti ufficio richiede l’installazione di pareti fisiche. In molti contesti, la combinazione di arredi strategici, scelte cromatiche e schemi di illuminazione differenziati è sufficiente a definire zone funzionali distinte all’interno dello stesso spazio, preservando la fluidità visiva dell’open space.
Gli arredi divisori, librerie a giorno, moduli contenitivi e scaffalature aperte, creano confini percepibili senza bloccare la luce. Se posizionati perpendicolarmente alle finestre, guidano i flussi di passaggio senza interrompere la trasmissione luminosa. Il colore lavora in modo ancora più sottile: aree con funzioni diverse possono essere identificate attraverso trattamenti cromatici delle pareti perimetrali o dei pavimenti, senza alzare un solo divisore. La differenziazione del pavimento, gres in zona break, moquette o vinilico nelle aree operative, definisce “isole funzionali” immediatamente leggibili da chi si muove nello spazio.
L’illuminazione, infine, è forse lo strumento più potente e sottovalutato. Lampade a sospensione sulle postazioni operative, luce più soffusa in area lounge, spotlight in zona accoglienza: schemi diversi per ogni area comunicano con chiarezza dove finisce una funzione e ne inizia un’altra, senza bisogno di barriere fisiche. Arredo, colore, luce lavorano meglio in combinazione con sistemi di partizione trasparenti, amplificando la percezione di ordine e coerenza progettuale.
Alcune funzioni all’interno di un open space richiedono un trattamento dedicato, perché le loro esigenze di privacy e comfort sono significativamente diverse dal resto dell’ambiente. Vale la pena ragionare su ciascuna separatamente.
Le aree riunioni sono quelle dove la separazione acustica è più critica. Un box in vetro con porta scorrevole e pareti a doppio vetro garantisce isolamento sonoro reale, mantenendo la connessione visiva con l’open space circostante. Il vetro serigrafato o parzialmente satinato può introdurre un livello di riservatezza visiva nelle riunioni più riservate, senza chiudere completamente lo spazio.
Le zone relax e lounge beneficiano di una separazione più morbida: divisori leggeri, elementi vegetali, pannelli decorativi o librerie aperte bastano a creare un’area psicologicamente distinta dall’area operativa. Non serve isolamento acustico totale, serve una percezione di distacco dal flusso di lavoro.
Per la reception e l’accoglienza, la sfida è separare il flusso dei visitatori dalla zona operativa senza creare una barriera che comunichi chiusura. Pareti in vetro con profili sottili, combinati con il banco reception, definiscono un confine netto ma permeabile alla luce. Il sistema 6030, con le sue sei configurazioni da un unico binario, è particolarmente versatile in questi contesti, perché permette di combinare nella stessa partizione tratti monovetro, doppio vetro e pannelli ciechi, adattando ogni sezione alle esigenze specifiche di quella porzione di spazio.
Dividere un open space ufficio non significa rinunciare a ciò che lo rende efficace. Significa, al contrario, affinare la sua capacità di rispondere a esigenze diverse nello stesso ambiente: concentrazione e collaborazione, riservatezza e apertura, comfort acustico e continuità visiva. Le soluzioni esistono e sono precise, quello che cambia è la capacità di sceglierle in funzione del progetto specifico, non come risposta generica a un problema generico.
Separare ambienti ufficio con sistemi in vetro e alluminio progettati con rigore tecnico permette di ottenere risultati che le soluzioni improvvisate non possono garantire: prestazioni acustiche documentate, integrazione architettonica, eleganza formale che dura nel tempo.
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